IL VALORE DEL RIGORE PROGETTUALE

Lo scorso 15 maggio si è tenuta la mostra “Omaggio a Carlo Mollino”, ospitato da Zanotta, l’azienda per la quale il ‘genio’ torinese disegnò arredi dagli Anni Trenta agli anni Cinquanta.

Questa è stata l’occasione per far incontrare il progetto e l’arte culinaria: due mondi distanti solo in apparenza. Per raccontarci i metodi progettuali di Carlo Mollino è intervenuto Manolo De Giorgi, architetto e critico del design e dell’architettura.

“Mollino aveva un’immaginazione senza limiti ma quando si trattava di passare alla fase operativa seguiva le regole con la precisione di un geometra. Insomma, pensava in maniera ‘scatenata’ ma alla fine disegnava sedie, poltrone, tavoli con un rigore assoluto, creando pezzi assolutamente perfetti”.

La pasticceria non si astiene da questo rigore. Il pastry chef Gianluca Fusto, grande talento  e stella emergente della nuova generazione di pasticceri, ha argomentato, infatti, che sono tante le regole che si seguono per “rispettare gli ingredienti e le loro proporzioni, formule matematiche dove zuccheri e grassi si sposano con rigore e precisione”.

Sempre regole precise, ma altre, vengono seguite dai viticoltori per la produzione dei loro preziosi prodotti, ed il vino degustato durante la serata ne è un chiaro esempio: l’Amarone di Zenato. La vinificazione viene eseguita con scrupolo e rigore, scegliendo solo uve migliori e lasciandole poi riposare nel fruttaio per un periodo che varia da 3 a 4 mesi in cassette di legno, curando la spaziatura tra grappolo e grappolo per favorire il corretto e migliore appassimento. Le regole da applicare al progetto non escludono la creatività che si trova alla base dell’idea, bensì ne aumentano l’efficacia. Questo è ciò che definisce i criteri di un progetto di Wine Design.

IL VALORE DEL RIGORE PROGETTUALE

Lo scorso 15 maggio si è tenuta la mostra “Omaggio a Carlo Mollino”, ospitato da Zanotta, l’azienda per la quale il ‘genio’ torinese disegnò arredi dagli Anni Trenta agli anni Cinquanta.

Questa è stata l’occasione per far incontrare il progetto e l’arte culinaria: due mondi distanti solo in apparenza. Per raccontarci i metodi progettuali di Carlo Mollino è intervenuto Manolo De Giorgi, architetto e critico del design e dell’architettura.

“Mollino aveva un’immaginazione senza limiti ma quando si trattava di passare alla fase operativa seguiva le regole con la precisione di un geometra. Insomma, pensava in maniera ‘scatenata’ ma alla fine disegnava sedie, poltrone, tavoli con un rigore assoluto, creando pezzi assolutamente perfetti”.

La pasticceria non si astiene da questo rigore. Il pastry chef Gianluca Fusto, grande talento  e stella emergente della nuova generazione di pasticceri, ha argomentato, infatti, che sono tante le regole che si seguono per “rispettare gli ingredienti e le loro proporzioni, formule matematiche dove zuccheri e grassi si sposano con rigore e precisione”.

Sempre regole precise, ma altre, vengono seguite dai viticoltori per la produzione dei loro preziosi prodotti, ed il vino degustato durante la serata ne è un chiaro esempio: l’Amarone di Zenato. La vinificazione viene eseguita con scrupolo e rigore, scegliendo solo uve migliori e lasciandole poi riposare nel fruttaio per un periodo che varia da 3 a 4 mesi in cassette di legno, curando la spaziatura tra grappolo e grappolo per favorire il corretto e migliore appassimento. Le regole da applicare al progetto non escludono la creatività che si trova alla base dell’idea, bensì ne aumentano l’efficacia. Questo è ciò che definisce i criteri di un progetto di Wine Design.

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